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Il fotone quando viene assorbito da un elettrone di un atomo in un primo momento avrebbe l’aspetto di un’increspatura, successivamente potrebbe assumere la stessa struttura del campo dell’elettrone, cioè l’energia del fotone si unificherebbe a quella del campo. Infatti, nella molecola ionizzata dell’idrogeno, i due protoni o atomi per mantenersi legati all’unico elettrone il campo di quest’ultimo dovrebbe dividersi in due parti, una parte di questo campo si sposterebbe su un protone e l’altra sull’altro protone, di conseguenza questo campo dovrebbe essere composto da pacchetti di energia. Per cui il fotone dell’elettrone, per applicare quantità di moto sull’elettrone e ciascun protone quando interagisce con il loro campo, dovrebbe assumere la stessa struttura del campo dell’elettrone. A questo punto, i campi delle forze di legame sarebbero composti da quanti di energia, sottoforma di pacchetti d’onda e quindi linee di forza di moto curvilineo chiuso. Il moto curvilineo chiuso di ogni pacchetto, che forma il campo, verrebbe causato dal campo magnetico di ogni particella interessata al legame. Due onde elettromagnetiche di piccola ampiezza per attraversarsi l’un l’altra, come se una delle due non ci fosse, indica che l’energia delle onde non è continua ma formata da parti quantizzate o piccolissimi corpuscoli. Un neutrino di grande ampiezza quando attraversa un campo magnetico la resistenza causa la trasformazione dell’energia in energia a riposo, in cui diminuiscono energia e forza. L’energia dell’onda, cioè del neutrino, viene convertita in massa, per cui il neutrino non perde energia, cioè non la cede, e conserva tutta la sua materia. Le onde non hanno carica per cui i piccolissimi corpuscoli, di cui dovrebbero essere fatte, non hanno carica, di conseguenza quando attraversano un altro campo non perdono energia. Quindi i piccoli corpuscoli, di cui dovrebbe essere fatto il neutrino, quando attraversano il campo magnetico non perdono energia. Da quanto detto, per diminuire l’energia e la forza del neutrino, quando subisce notevole resistenza, le parti quantizzate o piccoli corpuscoli dovrebbero avere un momento angolare.

La bilancia di Eotvos misura le anomalie all’interno della Terra, ciò indica che ogni massa emette energia gravitazionale.

Una Parte di energia gravitazionale emessa dalla Terra, sottoforma di onde, attraversa il raggio terrestre senza essere assorbita fino a quando non si trova la circostanza adatta. Le onde gravitazionali attraversano lo specchio allo stesso modo come lo attraversano i neutrini. Inoltre se tutta l’energia gravitazionale emessa da una massa verrebbe assorbita dalla massa successiva, l’intensità di attrazione sulla superficie della Terra sarebbe meno intensa ed uguale a quella della Luna. In realtà l’intensità di  attrazione sulla Luna è un sesto di quella della Terra, questo confermerebbe quanto detto, cioè durante l’attrazione da parte di un’onda gravitazionale con un altro campo una parte di energia gravitazionale proseguirebbe per effetto tunnel. Ogni parte quantizzata di un’onda, avendo una dimensione, non può occupare contemporaneamente lo stesso spazio in cui si trova un’altra parte quantizzata di un’altra onda. Per cui, quando le parti quantizzate di un’onda attraversano le altre parti quantizzate di un’altra onda, senza ostacolarsi, si devono necessariamente evitare. Questa realtà sarebbe un effetto tunnel per le onde.

Un’onda attraversa un’altro campo fino a quando l’intensità della sua forza supera la resistenza subita. In natura, quanto più diminuisce il disordine degli elementi che formano la materia, tanto più diminuisce la resistenza subita da essa nell’attraversare un campo. Da quanto appena detto, un neutrino di grande ampiezza per attraversare lo specchio e tutta la materia, a differenza dell’onda elettromagnetica, deve subire una resistenza minima, per cui dovrebbe avere le parti quantizzate ben ordinate. Il neutrino, per quanto appena detto e per attraversare la materia senza subire resistenza rilevante, potrebbe avere l’energia quantizzata ben ordinata, ma il campo da attraversare non ha l’energia ben ordinata. Le parti quantizzate di un neutrino, probabilmente essendo ben ordinate, per attraversare un’altro campo per effetto tunnel costringerebbero le parti quantizzate del campo da attraversare a spostarsi, e questo avverrebbe fino a quando l’intensità della forza del neutrino, sarebbe superiore all’intensità della resistenza subita. La maggior parte di energia gravitazionale attraverserebbe la materia senza subire resistenza; per cui l’onda gravitazionale per avere caratteristiche somigliante al neutrino, le parti quantizzate gravitazionali quando attraversano un altro campo costringerebbero le parti quantizzate di quest’ultimo a spostarsi. Anche in questo caso, l’onda gravitazionale attraverserebbe il campo fino a quando l’intensità della sua forza sarebbe superiore alla resistenza subita. Un’onda elettromagnetica quando attraversa un liquido, l’energia che interagisce, fa oscillare le particelle del liquido sommandosi all’energia di esso.  Per cui, il liquido riceve quantità di moto nella stessa direzione e verso dell’onda. L’energia gravitazionale che entra in resistenza quindi in interazione col campo che attraversa, per non applicare quantità di moto nella stessa direzione e verso dell’onda, deve avere qualche caratteristica differente dall’onda elettromagnetica. Mentre per applicare quantità di moto, cioè effetto gravitazionale, nella stessa direzione e verso opposto all’onda indica che, durante la resistenza con il campo in cui si trova l’onda gravitazionale, si dovrebbe trasformare simile a un’onda elettromagnetica. Probabilmente le parti quantizzate  perderebbero il bell’ordine,  perché non proseguono per effetto tunnel a causa della resistenza e si trasformerebbero in onda elettromagnetica. Perché le onde gravitazionali, per quanto detto in seguito nell’articolo, si dovrebbero ottenere dalle onde elettromagnetiche. Quanto segue serve per maggiore chiarezza di quanto appena detto sopra.

Un’onda elettromagnetica di grande ampiezza attraversa il vetro trasparente perché le particelle, che formano il vetro, sono ordinate. Se il vetro è opaco le parti quantizzate, che formano l’onda elettromagnetica, non attraversano il vetro a causa del disordine delle particelle di quest’ultimo. Di conseguenza se consideriamo un’altra onda elettromagnetica di grande ampiezza che sostituisce il vetro opaco, le due onde per non attraversarsi, come nel caso del vetro trasparente, dovrebbero avere le parti quantizzate disordinate. Per cui le parti quantizzate dell’onda gravitazionale, sottoforma di onda, quando entrano in resistenza con il campo che attraversano, per comportarsi l’onda che si riflette simile a un’onda elettromagnetica, dovrebbero andare in disordine per causa della resistenza. Questi piccolissimi corpuscoli sottoforma di onda, nel momento in cui andrebbero in disordine l’onda di cui è fatta non riuscirebbe a proseguire e si rifletterebbe con la caratteristica di onda elettromagnetica, sovrapponendosi all’energia del campo in cui si trova ed applicando quantità di moto sulla stessa direzione e verso opposto, cioè forza gravitazionale. Nell’annichilazione di qualsiasi tipo di particella con la rispettiva antiparticella si ottiene sempre lo stesso tipo di particella elementare, cioè fotone. Per cui sia le particelle elementari che composte, cioè gli elementi che compongono queste ultime, sarebbero fotoni o pacchetti di energia, che avrebbero subito variazione per causa della loro ampiezza e resistenza subita dalle proprie parti quantizzate. Infatti, un fotone di grande ampiezza, quando interagisce con un’altro fotone, si trasforma in elettrone e antielettrone, cioè variazione in un altro tipo di particelle. Questo elettrone, se interagisce con un antielettrone, si trasforma di nuovo in fotoni. Questo è esempio molto chiaro di quanto detto, cioè tutte le particelle elementari e composte sono una variazione del fotone. A secondo dell’ampiezza di energia e la presenza di resistenza alle parti quantizzate di un fotone, e anche la condizione di laboratorio in cui si trova, si formerebbe una determinata particella e quindi forza corrispondente a quel valore di energia. Di conseguenza, sia le particelle che le rispettive forze si trasformerebbero le une nelle altre dallo stesso tipo di particella elementare, cioè dal fotone che subirebbe variazione. Un esempio molto chiaro di quanto detto: Nell’annichilazione tra elettrone e antielettrone, se l’energia è molto elevata, si ottengono fotoni da cui si forma il bosone neutro, particella trasportatrice della forza nucleare debole. Dallo stesso elettrone e antielettrone, quando si annichilano e si trovano all’interno del nucleo, se hanno energia elevatissima si dovrebbero ottenere fotoni, per quanto detto in precedenza, da cui si dovrebbero ottenere i gluoni per causa dell’energia elevatissima, quindi particelle trasportatrici della forza nucleare forte. Un neutrino quando ha ampiezza molto grande, e attraversa il campo magnetico di un rivelatore, si trasforma in particella dotata di massa. Per cui a trasformare l’energia in energia a riposo di un’onda, quando ha grande ampiezza, sarebbe la resistenza subita dal momento angolare delle parti quantizzate, causata da un campo magnetico o dalle parti quantizzate di un’altra onda in interazione, come nel caso di due fotoni in cui si ottengono elettrone e antielettrone. All’energia di  102  gev la elettromagnetica non coesiste con la nucleare debole, perché a questa energia il fotone, quando è soggetto a notevole resistenza, si trasforma dalla natura ondulatoria  a pacchetto dotato di eccessiva energia a riposo. Inoltre, all’energia detta, le due forze hanno la stessa intensità quindi stessa energia, per cui subiscono la stessa trasformazione in energia a riposo. Per quanto detto nell’articolo, la trasformazione delle particelle le une nelle altre e quindi la trasformazione delle forze le une nelle altre è la variazione del fotone, per causa dell’ampiezza di energia e resistenza subita dalle sue parti quantizzate. Per quanto detto, fino a questo punto, serve per spiegare la trasformazione delle forze le une nelle altre. Un fotone di  10-3  gev, responsabile della forza elettromagnetica, quando assorbe notevole energia e interagisce con un altro fotone subisce la variazione in elettrone e antielettrone, cioè trasformazione in pacchetti di energia a riposo, quindi trasformazione di un tipo di particella in altre. Quando elettrone e antielettrone si annichilano se l’ampiezza di energia di almeno uno dei due fotoni prodotti è molto elevata, in presenza di resistenza alle sue parti quantizzate, esso subisce variazione in bosone, particella trasportatrice della forza nucleare debole. Per quanto detto il fotone passa dalla natura ondulatoria a quella di energia a riposo e cioè da un tipo di particella ad un’altra con il variare dell’ampiezza di energia e la presenza di resistenza.  Per cui al fotone di  10-3gev,  responsabile della forza elettromagnetica, se aggiungiamo energia fino al valore di  102gev,  e interagisce con un altro fotone o materia, si trasforma in bosone e quindi forza nucleare debole. In precedenza ho detto che, all’energia  di   102 gev,  la elettromagnetica e la nucleare debole non coesistono. Infatti, la forza elettromagnetica all’energia di   102  gev  ha la stessa intensità della nucleare debole, avendo la stessa intensità deve avere la stessa energia, avendo la stessa energia subisce la stessa trasformazione della nucleare debole, cioè in nucleare debole. Cosa intendo dire con ciò, se a un fotone di  10-3 gev  aumentiamo l’energia, fino a  102 gev,  si forma la forza nucleare debole e svanisce quella elettromagnetica. Sarebbe questa la trasformazione delle forze le une nelle altre. Cioè, a secondo il valore di energia di un fotone, svanisce una determinata forza e se ne forma un’altra corrispondente a quel valore di energia.  Se all’energia di  102 gev  la elettromagnetica si trasforma in nucleare debole, all’energia di  1016 gev  la nucleare debole si deve trasformare in nucleare forte perché hanno la stessa intensità ed energia così per la nucleare forte in gravitazionale. Questo discorso ci dice, che le particelle e le forze si trasformano le une nelle altre e all’energia di   1018 gev  esistono solo le onde che formano l’energia gravitazionale, tutte le altre forze spariscono.  All’energia di  1018 gev  la forza nucleare forte ha la stessa intensità della forza gravitazionale, per avere la stessa intensità deve avere la stessa energia, avendo la stessa energia subisce la stessa trasformazione della gravitazionale. Per cui i fotoni prodotti dall’annichilazione, tra elettrone e antielettrone all’energia detta, formerebbero onde di ampiezza estremamente piccola, in cui un probabile campo magnetico ne ordinerebbe le parti quantizzate diventando onde gravitazionali. Quindi la forza gravitazionale, che si otterrebbe per aumento di energia sull’elettrone e antielettrone di  1018 gev,  farebbe parte della meccanica quantistica. Inoltre, quanto detto indicherebbe che a energia elevatissima, quanto più aumenta l’energia su elettrone e antielettrone tanto più verrebbero prodotte, nella loro annichilazione, onde di ampiezza sempre più piccola. Da quanto esposto in tutto l’articolo le onde, come per le forze, si trasformerebbero le une nelle altre per causa della variazione dei parametri e l’ampiezza di energia a cui sono esposte. Per esempio, se alle onde elettromagnetiche, di piccolissima energia esistenti in natura, vengono ordinate le parti quantizzate, queste onde diventerebbero onde gravitazionali, quando le parti quantizzate di queste onde vanno in disordine, per causa di resistenza, si ritrasformerebbero di nuovo in onde elettromagnetiche. La trasformazione dell’energia in energia a riposo, secondo questa teoria, si ha quando la resistenza eccessiva agisce sul momento angolare delle parti quantizzate o piccoli corpuscoli di un’onda, perché essi attraversano un’ altro campo. Mentre la riflessione di un’onda, e quindi gli elementi di cui è costituita, avviene quando la resistenza non agisce sul momento angolare delle parti quantizzate, perché esse non riescono ad attraversare un altro campo.  Per dimostrare la trasformazione delle forze le une nelle altre bisognerebbe aggiungere alle equazioni già note, per la unificazione della elettromagnetica in nucleare debole, il parametro della resistenza che viene causata da un campo magnetico o dalla massa e il parametro dell’intensità energetica elevata di un’onda. Bisogna aggiungere anche alcune caratteristiche alle onde. Le onde sarebbero composte da parti quantizzate, ogni parte quantizzata, per quanto detto nell’articolo, avrebbe un momento angolare composto da due forze perpendicolari tra loro che avrebbero avuto origine da un’unica forza. Sarebbero composte da parti quantizzate le onde, perché per attraversarsi le une con le altre l’energia non sarebbe continua. Le parti quantizzate sarebbero piccolissimi corpuscoli che possono assumere sia la caratteristica di energia ( alla velocità della luce ), cioè natura ondulatoria dell’onda, e sia quella di energia coesistente all’energia a riposo, cioè massa,  a secondo del valore scalare del momento angolare cioè quantizzate.

In fisica non si conosce ancora la vera natura dell’energia, si conoscono le varie trasformazioni e gli effetti. In tutto l’articolo ho portato qualche esempio di come potrebbe formarsi la forza elettrica e quella magnetica in una parte quantizzata di una qualsiasi onda. Di seguito, cerco di spiegare con più chiarezza la mia ipotesi, molto difficile da accettare per vari motivi. Due onde elettromagnetiche di piccola ampiezza si attraversano l’un l’altra come se una delle due non ci fosse. Quindi l’energia di un’onda, per comportarsi nel modo appena detto, dovrebbe essere composta da parti quantizzate sottoforma di onde e con forze identiche per tutte le parti quantizzate. Quando un’onda perde energia senza cederla, cioè diminuisce, come nel caso del neutrino,   (trasformazione dell’energia in energia a riposo in cui conserva tutta la sua materia) sta ad indicare che ogni onda sarebbe composta da parti quantizzate aventi un momento angolare e per causa di una resistenza diminuirebbe di intensità. Per cui diminuirebbe la forza del momento angolare e di conseguenza la sua energia trasformandosi in energia a riposo, perché l’onda, come detto, non cede energia. Per quanto appena detto, come in altri casi precedenti, le onde sarebbero composte da parti quantizzate ed avrebbero un momento angolare. Tutto ciò che ho descritto nell’articolo, riguardo alla trasformazione dell’energia in energia a riposo, è contenuto nelle formule che seguono, in cui propongo l’aggiunta di due termini nell’equazione già nota ed è da discutere con la comunità scientifica la validità di essi.

Alla velocità della luce tutta la massa si trasforma in energia.

Per ottenere la trasformazione della massa in energia, secondo quanto ho descritto in precedenza, all’equazione nota bisogna aggiungere alcuni termini:   E = ( mc2f )/r.

Per portare la massa alla velocità della luce, ed ottenere la totale trasformazione in energia, occorre fornire alla massa energia dall’esterno al sistema. Quest’energia aggiunta corrisponde a una forza la possiamo indicare con   f    e trasforma l’energia del sistema, che è a riposo, in energia . L’energia aggiunta dovrebbe aumentare l’ampiezza dei pacchetti di cui è fatta la massa e di conseguenza dovrebbe aumentare l’intensità di ogni onda che forma i pacchetti. In questo modo il momento angolare con caratteristica descritta in precedenza, di ogni parte quantizzata di ogni onda, che avrebbe valore di una certa intensità e che rappresenta l’energia a riposo, quando raggiunge il valore massimo, per causa dell’energia aggiunta, si avrebbe la trasformazione totale dell’energia a riposo in energia, cioè natura

ondulatoria dell’onda.  A trasformare l’energia in energia a riposo sarebbe la resistenza descritta in precedenza, creata da un campo magnetico quando attraversa le parti quantizzate delle onde o la resistenza eccessiva tra parti quantizzate in interazione. Alcuni esempi che ne dimostrerebbero la validità di quanto detto. Un neutrino tau che ha un’ampiezza abbastanza grande quando attraversa il rivelatore, quindi campo magnetico, si trasforma in particella dotata di massa. Un fotone quando ha ampiezza abbastanza grande e interagisce con una massa la sua energia riceve notevole resistenza per l’elevata intensità e si trasforma in massa. Un elettrone ed un antielettrone quando si annichilano nel nucleo, in cui ci sono campi magnetici, l’energia ottenuta si trasforma in massa, cioè quark ed antiquark. Allo stesso modo quando si annichilano quark ed antiquark, quasi tutta la loro energia si ritrasforma di nuovo in quark ed antiquark.

Per ottenere la massa dalla formula precedente possiamo ricavare       m =  ( Er )/( c2f ) in cui, come detto prima,  occorre la resistenza creata da un campo magnetico o dall’interazione con altre onde alle parti quantizzate di ogni onda. La resistenza creata  alle  parti quantizzate delle onde riduce il momento angolare delle parti quantizzate, quindi si riduce la rispettiva forza elettrica e magnetica e di conseguenza la quantità di moto.  Si ottiene in questo modo l’energia a riposo, cioè parti quantizzate con effetto forza ridotto e quantità di moto ridotta con la caratteristica di massa associata all’energia, cioè parti quantizzate che conservano il momento angolare, quindi forza elettrica e magnetica. Mentre l’energia del campo magnetico agisce sulle parti quantizzate delle onde l’energia indicata con  f  ,  essendo al denominatore, deve diminuire assieme a quella di tutto il sistema per poter ottenere la massa. La  c2  essendo al denominatore diminuisce con l’aumentare del valore dell’energia a riposo, cioè massa, per cui la velocità dei pacchetti, che rappresentano la massa associata all’energia e sono indicati con   c2 , diminuisce. Infatti, in un neutrino il pacchetto che ha energia a riposo maggiore dell’altro si muove a velocità inferiore a l’altro. Quanto segue serve per spiegare meglio, sia nelle formule che sulle parti quantizzate, le caratteristiche fisiche della resistenza.

Nella formula  E =  ( mc2f )/r,  il termine  r  rappresenta la resistenza al moto, intorno al proprio asse, di ogni parte quantizzata dell’onda, che diminuisce per causa dell’energia aggiunta. Questo termine è la difficoltà al moto del momento angolare di ogni parte quantizzata, o inerzia di quiete, che aumenta con la presenza di campo magnetico tra le parti quantizzate e diminuisce quando viene aggiunta energia alle parti quantizzate che formano un’onda. Per ottenere l’energia a riposo, per quanto detto in tutto l’articolo, dalla formula precedente dobbiamo scrivere :   m =  ( Er )/( c2f ),  cioè è necessario il termine   r  sia nella prima che nella seconda formula. Questo termine conserva lo stesso valore fisico, cioè resistenza, che ha nella formula    E = ( mc2f )/r   in quanto viene ricavato da questa formula, quando è presente il campo magnetico aumenta, quando aggiungiamo energia diminuisce. Quindi   r   rappresenta ancora la resistenza al moto intorno al proprio asse di ogni parte quantizzata dell’onda, causata dall’energia del campo magnetico o altro campo come detto in precedenza, cioè forza dall’esterno che in questo caso aumenta. La validità dei

due termini, aggiunti alla nota formula   E = mc2,   è dovuta alla spiegazione seguente. Gli esperimenti di laboratorio, nel caso del neutrino, del fotone e altri casi descritti nell’articolo, dimostrano che la trasformazione dell’energia in energia a riposo avviene per causa di una forza dall’esterno del sistema,  che è una resistenza. Quindi la formula    E = mc2 diviene      E =  (mc2)/r,   r  va al denominatore perché energia-resistenza sono inversamente proporzionali, quindi l’energia a riposo è    m = ( Er )/c2.   La trasformazione energia-energia a riposo è reversibile, cioè l’energia si trasforma in energia a riposo e viceversa. Per cui per ottenere la trasformazione inversa, cioè l’energia dall’energia a riposo, occorre ugualmente una forza dall’esterno che in questo caso è la sovrapposizione di energia all’energia a riposo, quindi prodotto.

Di conseguenza possiamo scrivere:

E = ( mc2f )/r in cui   f    è una forza dall’esterno del sistema. Da quanto detto si può dedurre: –  quando la resistenza agisce sulle parti quantizzate di un’onda, in ogni parte quantizzata diminuisce il momento angolare, la forza, la quantità di moto, la velocità della parte quantizzata e di tutta l’onda. Con l’aumentare della resistenza diminuiscono tutti i valori detti, quando ogni valore detto è diventato nullo il valore massimo della resistenza non riesce più ad aumentare. Cioè, se si annulla il valore del momento angolare e quindi tutti gli’altri, la resistenza non continua ad aumentare. A questo punto è valido anche il procedimento inverso, cioè la trasformazione è reversibile perché energia-energia a riposo sono inversamente proporzionali. Per cui quando aumenta l’energia deve diminuire la resistenza al moto di ogni parte quantizzata dell’onda. Di conseguenza quando la resistenza al moto delle parti quantizzate diventa nulla i valori, intensità di momento angolare di ogni parte quantizzata, intensità di forza, quantità di moto e velocità dell’onda non sono più in grado di aumentare. Perché se un valore aumenta (intensità del momento angolare) e l’altro diminuisce (resistenza al moto) si arriva al punto che quello che diminuisce diventa nullo ed essendo di proporzionalità inversa il termine che aumenta non è più in grado di aumentare. Per cui la velocità delle onde avrebbe un limite ben definito e invalicabile, dovuto al rapporto inverso resistenza-energia, in cui la resistenza rappresenta, quindi causa, la diminuzione dei valori detti e l’energia rappresenta l’aumento degli stessi valori. Quindi l’energia è l’aumento di questi valori di ogni singola parte quantizzata, mentre l’energia a riposo è la diminuzione dei valori detti. Per quanto detto, la massa di una qualsiasi particella si otterrebbe in proporzione all’ampiezza di energia dei pacchetti e a un campo, che deve ridurre mediante la resistenza i momenti angolari delle parti quantizzate delle onde, che fanno parte dei pacchetti da sperimentare.

Sintesi dell’ultima parte dell’articolo.

Per quanto detto nell’articolo, ogni parte quantizzata di un’onda avrebbe un momento angolare che produrrebbe una forza lungo l’asse per causa di un’altra perpendicolare all’asse. Una forza viene prodotta dall’energia in moto, quindi una forza è energia in moto. Il campo elettrico e magnetico di un’onda sarebbero due aspetti diversi, in direzione e verso, della stessa cosa. Sarebbero due aspetti diversi della stessa cosa, perché la forza elettrica e magnetica di ogni parte quantizzata verrebbe prodotta dalla stessa parte quantizzata, dalla stessa energia e stessa forza. Perché l’energia è quella causata dal momento angolare della parte quantizzata, la forza, per quanto detto prima, è l’energia in moto. Quindi verrebbero prodotte da un’unica energia e quindi un’unica forza. Sarebbe questo il motivo per cui le due forze, coesistono nello stesso spazio con energie uguali e non sono scindibili l’una dall’altra. Allo stesso modo, come è stato detto in passato, energia e massa sono la stessa cosa sotto aspetti diversi. Perché, per quanto detto nell’articolo, ogni parte quantizzata avendo un momento angolare, quando diminuisce per causa della resistenza diminuisce l’energia e aumenta la caratteristica massa. Al contrario, perché energia-energia a riposo sono inversamente proporzionali, quando, sempre per causa di una forza dall’esterno cioè aggiunta di energia, aumenta l’intensità del momento angolare della parte quantizzata aumenta la caratteristica di energia, che sarebbe la natura ondulatoria dell’onda composta da tutte le parti quantizzate. Sarebbe questa la stessa cosa sotto aspetti diversi, cioè parte quantizzata sotto aspetti diversi. Il duplice aspetto, dell’unica forza della parte quantizzata, descritta prima perché unica, è dovuto al momento angolare della stessa parte quantizzata.

 

Quanto segue indica ancora che le particelle, e quindi le forze, si trasformerebbero le une nelle altre e la materia che conosciamo si formerebbe da una sola particella elementare.

Il fotone quando ha energia molto elevata e interagisce con la materia o con un altro  fotone si trasforma in elettrone e antielettrone, se l’energia è ancora più elevata si trasforma in altre particelle. Per avere questa capacità di trasformarsi in massa, caratteristica esclusa dal campo di Higgs, indica che il campo di Higgs non trasforma l’energia delle particelle elementari in energia a riposo. Quando elettrone e antielettrone si annichilano si ritrasformano di nuovo in due fotoni. Questo indica che sia l’elettrone che l’antielettrone conservano la caratteristica di fotoni che hanno subito la variazione in energia a riposo, per causa della resistenza subita da ciascuna parte quantizzata. Nell’annichilazione, tra qualsiasi particella e rispettiva antiparticella, si ha come prodotto sempre lo stesso tipo di particella elementare cioè fotoni. Questo indica che qualsiasi particella elementare sarebbe un fotone, di una certa quantità di energia, che avrebbe subito variazione come nel caso dell’elettrone e antielettrone. Per cui, in natura esisterebbe una sola particella elementare, il fotone, che a secondo l’ampiezza di energia si formerebbero altre particelle elementari che avrebbero subito variazione, e da esse quelle composte. La fisica dice che tutte le particelle elementari assumerebbero energia a riposo per causa del campo di Higgs, tranne il fotone. Ma avendo detto che ogni particella elementare sarebbe un fotone che avrebbe subito variazione, starebbe a indicare che il campo di Higgs non conferirebbe energia a riposo a nessuna particella. Inoltre, la matematica dice, ci sono molte varianti, per cui dovrebbero esistere diversi campi di Higgs, questo non è possibile. Per essere più chiaro, il motivo per cui il fotone non ha energia a riposo e le altre particelle elementari hanno energia a riposo è perché sono una derivata del fotone per causa della resistenza e dell’ampiezza di energia. A trasformare l’energia in massa, da quanto detto nell’articolo, sarebbe la resistenza causata ad ogni parte quantizzata da un campo magnetico, come nel caso del neutrino, e nel caso del fotone sarebbe sempre una resistenza causata a ciascuna parte quantizzata nell’interazione con quelle di un altro fotone. Perché quando interagiscono due fotoni di elevata energia si formano elettrone e antielettrone. La perdita di energia, cioè conversione in massa, da parte di ogni fotone nella loro interazione non sarebbe altro che la diminuzione di intensità del momento angolare, e quindi della forza, di ogni parte quantizzata di ogni fotone in interazione.

 

 

In questa teoria bisogna tener conto essenzialmente della trasformazione delle forze le une nelle altre e della trasformazione dell’energia in energia a riposo, gli altri particolari descritti potrebbero risultare inesatti o poco comprensibili per vari motivi.